la cura

In questi giorni mi sono sentita abbastanza persa, mi sembrava che la mia vita stesse semplicemente scorrendo senza però seguire una corrente precisa. E allora ho provato a pensare quale fosse quell’obbiettivo per il quale voglio impiegare la mia vita, quale fosse quel desiderio che indirizzerà le mie scelte future. C’è una cosa che più di qualunque altra fa parte di me e  mi rende immensamente felice: guardare la luce che c’e dentro le persone.  Credo profondamenete che “non esiste l’io senza il tu” ed io, è proprio nell’ascoltare gli altri, nello stare con loro, nell’aiutarli, che imparo a conoscere meglio me stessa. Nella vita voglio fare questo: prendermi cura delle persone. Voglio fare questo perchè in primis mi fa stare bene e in secondo luogo, perchè so quanto a volte la solitudine faccia paura. Essere in solitudine non vuol dire essere soli. Tu puoi essere anche circondato da tante persone fantastiche che ti amano, ma non è detto che la solitudine non ci sia. La solitudine consiste nel non sentirsi capiti o meglio, nel pensare che gli altri non capiscano. La solitudine è avere un mondo dentro di noi, che abbiamo paura di raccontare e affrontare. Nella mia vita la solitudine come anche la malinconia è stata una compagna costante, entrambe mi hanno dato tanta bellezza quanta sofferenza. Per quanto le mie amiche mi conoscono bene e per quanto io abbia tolto con loro ogni maschera, ci sarà sempre una parte di Sofia che non potranno leggere. Non perchè io non voglia, ma è come se a volte scrivessi pagine di me che in qualche modo, non ho la forza di pubblicare. Proprio per questo penso che l’altro sia necessario , e l’altro non può essere uno chiunque, l’altro deve essere una persona disposta a mettersi nei tuo panni, è qualcuno che ha voglia di conoscere il tuo mondo, che ti incita a pubblicare quel libro e che vorrebbe scrivere delle pagine insieme a te. Essere l’altro è un compito difficile, ma il mio obbiettivo è poter diventare quella persona. E magari un giorno chi lo sa, troverò anche io qualcuno capace di prendersi cura di me.

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il mio 2020

Se dovessi trovare una parola per descrivere il mio 2020 sarebbe coraggio. Chi mi conosce sa che sono una persona estremamente pacata, amante della sua monotona quotidianità e soprattutto che necessita di equilibrio. Con il 2020 credo che l’equilibrio di tutti sia stato spazzato via dalla più completa instabilità, e lo stesso è valso per me. Il 2020 mi ha spinto a mettermi in gioco di fronte all’incertezza e mi ha fatto scoprire un coraggio, che non pensavo di avere. Questo coraggio mi portato a ricevere qualche bastonata ma anche tantissime soddisfazioni. Ho imparato ad affronatare le mie paure, a prendermi una possibilità là dove il destino non me l’ha concessa, a lottare per quello in cui credo, ho capito di avere molti pregi ma anche diversi difetti, ho risolto i conflitti esistenziali con mia madre, sono stata ferita e ho perso una persona che amavo, ho conosciuto persone fantastiche che mi hanno accolta tra loro, ho toccato il punto più basso e sono risalita, ho imparato a godermi ogni istante senza paranoie, ho capito che ciò che conta del tempo è la qualità, ho pianto tanto ma soprattutto ho riso e mi sono divertita come non mai. Penso che se sono riuscita ad avere tanto coraggio è perchè nella mia vita, nonostante tutto, qualcosa di stabile è sempre rimasto e quel qualcosa sono le persone che amo. So che per quanto le cose possano cambiare con loro al mio fianco, sono in grado di affrontare ogni imprevisto, e ci sarà sempre un motivo per sorridere. Quindi avanti 2021, io sono pronta!.

Illusioni

Ricordi di un amore mai vissuto,
nostalgia di una vita inesistente.
All’interno di questa grande illusione i miei sentimenti sono stati la sola cosa reale.
Improvvisamente proiettata in una realtà vana, spogliata di ogni bellezza, non so più che significato dare a quello che vivo.
Ho bisogno
di qualcosa in cui credere,
di una nuova speranza,
di una briciola d’ infinito.
Voglio sentirmi di nuovo entusiasta
ed ora inizia la mia ricerca….

piolo tondo in un buco quadrato

Non è facile fregarsene del giudizio degli altri, soprattutto se “gli altri” sono le persone che ami di più.
Spesso persone a cui ho voluto un bene immenso, mi hanno fatta sentire inadeguata. Mi davano dei consigli per cambiare, con la scusa che lo facevano perchè a me tenevano troppo. Ma quei consigli erano solo un modo per rendermi più adatta a quello che volevano loro. Se io non mi lamento della mia condizione allora non dirmi come cambiare, perchè evidentemente sto bene con me stessa e mi piaccio così. La verità è che chi ti ama davvero, è chi ti accetta. Le persone che ti amano sono quelle che ti permettono di essere te stessa senza giudicarti, coloro che ti aiutano a scoprire e esprimere la tua essenza in ogni momento. In questo mondo fatto di canoni, ipocrisia, conformismo, competizione è sempre più difficile rimanere fedele ai propri valori. Costantemente veniamo spinti a modellare noi stessi sulla base di un mondo che ci presentano come ideale, a mostrare solo i lati di noi “conformemente accettati” e a cancellarne altri: ci vogliono perfetti per loro. Mi rendo conto di essere una persona complicata, con degli ideali ben precisi e spesso non capiti. Ma sono anche consapevole che quei valori costituiscono il mio essere e se li mettessi da parte, mancherei di rispetto a me stessa. In molte situazioni mi sono sentita “non adatta” e nonostante tutto sono sempre rimasta fedele a quello che credo e a quello che sono, perchè non ho intenzione di modellare la mia vita in funzione del giudizio altrui. È giusto cambiare per se stessi, migliorarsi è un impegno costante. Però non bisogna permettere a nessuno di sopprimere la nostra dignità, anche se quel qualcuno dovesse essere il mondo intero.

“Oggi la libertà si trova all’interno dell’ordine costituito, tra quelli che sono riusciti a vincere la battaglia per la sopravvivenza del più adatto e in tal modo ad avere abbastanza denaro per comprarsi la libertà. L’outsider è diventato uno che non vede l’ora di prendere parte al gioco, che vuole ottenere un posto a tavola, ma che per il momento non c’è ancora riuscito. Non c’è più un fuori, solo un dentro. Siamo finiti in una cultura da camerieri.” Manuale di autodistruzione, Marian Donner.

Sofia quasi trasparente

Se mi chiedi cosa ho fatto nella vita ti dirò che ho amato, ho amato tutto.
Le persone con cui ho legato sono le sole con cui riesco ad essere trasparente. Per queste persone dedico me stessa ogni giorno, perchè infondo sono loro a costituire la luce che rifletto.

A volte mi è capitato di trovare la bellezza in qualcuno che però non vedeva nulla in me. Imperterrita ho continuato a correre dietro a quella persona, ad amarla …..per poi ritrovarmi al buio. Quella luce che vedevo era sparita, era andata via, semplicemente perchè cercava altro.

In quel momento mi sembrava di aver perso tutto e mi sentivo avvolta da un’ ombra immensa, ma poi quelle persone con cui ho legato, quelle persone che mi sono rimaste sempre accanto, sono arrivate a riflettere su di me la luce che io stessa gli ho donato, e che loro hanno saputo percepire.

Come ho già detto nella vita ho amato troppo, ma non me ne pento.
Voglio vivere ogni cosa con la massima profondità, voglio essere trasparente, far passare attraverso di me più luce possibile, perchè so che ci sarà sempre qualcuno in grado di coglierla.

autodistruzione

“ti ho dato l’anima e invece te mi hai dato solo il tuo corpo “

L’Amore è puro istinto, ma io tento in tutti i modi di razionalizzarlo.
Mi sforzo continuamente di vedere qualcosa,
mescolo disperatamente ciò che vedo e quello che penso,
cerco una forma di
illusione che ritardi il mio oblio.
So che questa vana speranza non precede altro che l’autodistruzione, ma la verità è che ho paura, paura che la mia trasparenza non ritorni ad essere altro che vuoto.

virus

Dentro questo caos ho perso la mia stabilità.
Mi dicevano “lo so che è difficile, ma basta saper uscire dagli schemi”.
Ecco il mio problema: uscire dagli schemi.
Per me è necessario mantenere l’equilibrio all’interno di quella che definisco la mia normalità, tutto deve procedere come sempre, senza intoppi, senza troppe sorprese.
In questi giorni però, mi sto rendendo conto di come sia difficile per me adattarmi ai cambiamenti. E mi sento frustrata dal non riuscire a comprendere in modo chiaro e distinto la situazione paradossale.
È in questa occasione che ho capito davvero l’importanza che ha per me ogni singola cosa a cui ero abituata e più di tutto l’importanza del contatto umano.
Sinceramente essere privata di palestra, discoteca, cinema ecc. è stato strano. Ognuna di queste cose anche se superflua è in qualche modo parte costituente della mia quotidianità e del mio “equilibrio”.
Ora veniamo a quella che è stato il cambiamento più difficile ossia la scuola. Lo so, è strano sentirlo ma per me andare a scuola è un privlegio grandissimo. Sono grata di avere professori davvero validi, mi piacciono il clima nella mia classe e le persone con cui convivo e soprattutto sono affascinata da tutto quello che studio. Ogni singola cosa del liceo mi accresce come persona e mi fa stare bene e se non mi interessasse, semplicemente non ci andrei. La scuola è il mio modo per gestire l’ansia e la base per migliorare me stessa. La didattica a distanza per quanto utile e necessaria non potrà mai sostituire l’ambiente scolastico e davvero non vedo l’ora di ritornarci.
Per quanto riguarda invece la questione del contatto umano lo ammetto: sono una dei tanti ragazzini immaturi che esce con gli amici e alimenta la diffusione del contagio. Mi dispiace, so di essere nel torto, so che ogni giorno ci sono medici e infermiere che rischiano la vita e fanno mille sacrifici ma chiedere a un qualsiasi ragazzo di stare in casa è davvero difficile.
Ritornando alla situazione generale credo che noi italiani stiamo reagendo abbastanza bene, per una volta finalmente non c’è disinformazione sull’argomento; il nostro paese ha preso tutte le precauzioni necessarie; bene o male tutti ci stiamo attenendo alle indicazioni della scienza e le persone sembrano aver ripreso la razionalità.
Nell’ambito medico ammetto inizialmente di essere stata prevenuta. Venendo a sapere di gente che chiama il numero di emergenza e ti rispondono di stare a casa, di ospedali sovraffollati ecc. ho subito pensato che come paese non siamo in grado di gestire pienamente ciò che è più grande di noi. Poi però mi sono ricreduta. Io penso veramente che l’Italia stia dando il meglio di sè e faccia il possibile per gestire la situazione. Però appunto questo paese non può fare tutto da solo soprattutto nell’ambito medico dove ormai ha sfruttatto al massimo ogni risorsa in suo potere.
E allora mi chiedo: in tutto questo dov’è l’Europa? dov’è la solidarietà? . Spero che questo quesito trovi una risposta al più presto.
In ogni caso voglio concludere facendo i complimente alla mia Italia perchè per una volta non è stato solo il paese della forma ma ha mostrato anche la sua sostanza. E per quanto sia difficile, cercherò pure io di dare il massimo e magari di stare un po’ più a casa con un buon libro.

Oroscopo

Odiare è facile ma per amare ci vuole coraggio

Il capodanno 2020 si apre alla grande. Accendo la radio per trovare qualche canzone più o meno ballabile, ed ecco che compare l’oroscopo del famosissimo “Simon & The Stars”. Dopo aver sentito le solite minchiate riguardo ariete, bilancia, pesci ecc. e avendo una leggera voglia di scaraventare la radio fuori dalla finestra ecco che inaspettatamente sento: “Capricorno questo sarà il vostro anno!”. Mi vergogno ancora, davvero, scusate. Ma appena ho sentito quelle parole la mia attenzione è stata completamente catturata, come se stessi ascoltando l’oracolo della sibilla di Delfi. Con la piccola eccezione che questa volta, quella in stato di trance, ero io. “Capricorno questo sarà il vostro anno! è arrivato il momento di osare di avere coraggio e far vedere a tutti quanto valete, i vostri sforzi saranno ricompensati!….la parola chiave del vostro 2020 è consacrazione”. La prima cosa che ho pensato è “tutte stronzate” , la seconda è stata “domani vado da LUI e gli dico che mi piace”. Così l’indomani un po’ perchè incoraggiata dal mio amico Simon un po’ perchè era il primo dell’anno (sapete i postumi della sera precedente…) e un po’ perchè ero sotto “l’effetto doping” del ciclo, sono andata da lui. Dopo vari inconvenienti come scoprire che lui era via, passare una giornata al freddo aspettandolo, subentare in casa sua, figure di merda con suo padre e tanto altro, ci diamo appuntamento per il giorno dopo. Il giorno dopo arriva, passiamo un bel pomeriggio, l’attimo perfetto arriva, gli confido quello che provo eeeeeee….che dire la cosa “non s’ha da fare”.

Beh caro Simon diciamo che l’anno del capricorno con tanto di “amore alle stelle” te lo puoi mettere anche nel culo. Però, sai, su una cosa ci hai azzeccato: è l’anno del mio riscatto, della mia “consacrazione” (anche se detta così mi sembra di essere un agnellino da sacrificare al tempio). Comunque sia, spinta dal tuo oroscopo in qualche modo ho trovato il coraggio, un coraggio e una forza che crescendo negli anni, mi sembrava di aver perso. Sinceramente non mi frega un cazzo se avrò Saturno o Giove dalla mia parte, quello che so è che d’ora in poi farò vedere a tutti (e a me stessa in primis) quanto valgo, non lascerò più che le cose restino a morire dentro di me ma darò tutto quel che posso dare.
Quindi grazie Simon, ma l’oroscopo non lo leggo più.