virus

Dentro questo caos ho perso la mia stabilità.
Mi dicevano “lo so che è difficile, ma basta saper uscire dagli schemi”.
Ecco il mio problema: uscire dagli schemi.
Per me è necessario mantenere l’equilibrio all’interno di quella che definisco la mia normalità, tutto deve procedere come sempre, senza intoppi, senza troppe sorprese.
In questi giorni però, mi sto rendendo conto di come sia difficile per me adattarmi ai cambiamenti. E mi sento frustrata dal non riuscire a comprendere in modo chiaro e distinto la situazione paradossale.
È in questa occasione che ho capito davvero l’importanza che ha per me ogni singola cosa a cui ero abituata e più di tutto l’importanza del contatto umano.
Sinceramente essere privata di palestra, discoteca, cinema ecc. è stato strano. Ognuna di queste cose anche se superflua è in qualche modo parte costituente della mia quotidianità e del mio “equilibrio”.
Ora veniamo a quella che è stato il cambiamento più difficile ossia la scuola. Lo so, è strano sentirlo ma per me andare a scuola è un privlegio grandissimo. Sono grata di avere professori davvero validi, mi piacciono il clima nella mia classe e le persone con cui convivo e soprattutto sono affascinata da tutto quello che studio. Ogni singola cosa del liceo mi accresce come persona e mi fa stare bene e se non mi interessasse, semplicemente non ci andrei. La scuola è il mio modo per gestire l’ansia e la base per migliorare me stessa. La didattica a distanza per quanto utile e necessaria non potrà mai sostituire l’ambiente scolastico e davvero non vedo l’ora di ritornarci.
Per quanto riguarda invece la questione del contatto umano lo ammetto: sono una dei tanti ragazzini immaturi che esce con gli amici e alimenta la diffusione del contagio. Mi dispiace, so di essere nel torto, so che ogni giorno ci sono medici e infermiere che rischiano la vita e fanno mille sacrifici ma chiedere a un qualsiasi ragazzo di stare in casa è davvero difficile.
Ritornando alla situazione generale credo che noi italiani stiamo reagendo abbastanza bene, per una volta finalmente non c’è disinformazione sull’argomento; il nostro paese ha preso tutte le precauzioni necessarie; bene o male tutti ci stiamo attenendo alle indicazioni della scienza e le persone sembrano aver ripreso la razionalità.
Nell’ambito medico ammetto inizialmente di essere stata prevenuta. Venendo a sapere di gente che chiama il numero di emergenza e ti rispondono di stare a casa, di ospedali sovraffollati ecc. ho subito pensato che come paese non siamo in grado di gestire pienamente ciò che è più grande di noi. Poi però mi sono ricreduta. Io penso veramente che l’Italia stia dando il meglio di sè e faccia il possibile per gestire la situazione. Però appunto questo paese non può fare tutto da solo soprattutto nell’ambito medico dove ormai ha sfruttatto al massimo ogni risorsa in suo potere.
E allora mi chiedo: in tutto questo dov’è l’Europa? dov’è la solidarietà? . Spero che questo quesito trovi una risposta al più presto.
In ogni caso voglio concludere facendo i complimente alla mia Italia perchè per una volta non è stato solo il paese della forma ma ha mostrato anche la sua sostanza. E per quanto sia difficile, cercherò pure io di dare il massimo e magari di stare un po’ più a casa con un buon libro.

Autore: sohoko

poesie e pensieri che mi passano per la testa

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