crescere

animum debes mutare, non caelum Seneca.

Queste sono state giornate frenetiche, ho dovuto più volte trattenere il fiato, come un pesce fuor d’acqua che pur non essendo nel suo ambiente cerca di sopravvivere. Stanotte sono ritornata finalmente nella mia piccola boccia e non vedevo l’ora di essere qui e scrivere qualcosa; avevo bisogno di prendere il respiro.

Quest’anno più che mai mi sono resa conto di quanto sono cresciuta e quanto sono differenti le cose a cui do importanza oggi rispetto a quelle di ieri. Un tempo mi ricordo che vivevo solo in rapporto ad altro se non ad altri. L’unica cosa che mi importava era di riuscire a rendere felici le persone intorno a me. Erano giorni spensierati per me perchè ero continuamente circondata da piacevoli distrazioni ed ogni volta temevo che il giorno finisse e subentrasse la notte con quel suo angosciante silenzio. Dopodichè quando ho cominciato o meglio ho dovuto iniziare a stare da sola, ho capito che non mi conoscevo affatto, non avevo idea di chi fossi e di come fare a stare bene. Le giornate scorrevano vuote e quando giungeva la notte facevo di tutto per evitarmi e per sfuggire ai miei pensieri. Continuavo a credere che tanto quello che provo non conta niente, che tanto ogni giorno si ricomincia da capo e nonostante durante la notte sentissi che dentro di me c’era qualcosa che avrei dovuto conoscere, alla fine andavo a dormire perchè non sapevo che altro fare se non dire che va bene così. Dopo aver vissuto per un po’ di tempo come uno scheletro vuoto, mi sono decisa a darmi una ripulita dalla polvere accumulata e così ho intrapreso la disperata ricerca di come stare con me stessa. Ho iniziato con il lasciarmi alle spalle tutto ciò che mi opprimeva, ho cominciato a seguire il mio istinto e ad usare l’intuizione, ho chiesto scusa a me stessa per aver smesso di cercare ancora prima di aver cominciato, ho imparato a correre in sintonia con il tempo, ho accettato la mia malinconia, e infine sono riuscita a guardarmi allo specchio con un bel sorriso. Osservando il cielo, ho imparato che per quanto mi aiutasse a dimenticare, lui rimaneva sempre lì immutato, mentre quella che doveva cambiare ero io. In realtà, più che cambiare ho semplicemente imparato a esternare la mia essenza, ho imparato a far uscire quella possibilità d’essere che avevo sempre tenuta nascosta. Ed ora, ho bisogno di stare con me, ho bisogno della notte perchè è lì che non ho filtri, perchè posso pensare, perchè capisco che l’anima conta e me ne prendo cura. Questo immenso viaggio chiamato vita è appena iniziato ma sono e sarò eternamente grata di aver trovato fantastici compagni di viaggio, tra cui la poesia. È proprio grazie alla poesia se riesco a ordinare i miei pensieri e a scoprirmi ogni giorno di più.

lei è la tua anima, mica un accidente. Se non te ne innamori, non amerai mai niente.

l’ultima riga delle favole

Autore: sohoko

poesie e pensieri che mi passano per la testa

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